CLOUD E BYOD: limitare i costi e allargare l’ utilizzo dei device si può?

CLOUD E BYOD: limitare i costi e allargare l’ utilizzo dei device si può?

Da una recente indagine di Akamai sul trend di adozione delle tecnologie Cloud e BYOD nelle grandi imprese emerge che:

• Le applicazioni che le aziende hanno già trasferito sul web sono, principalmente: siti aziendali (71%), email (57%), portali per la collaborazione (51%), applicazioni mobile o mobile web di back-end (46%) e applicazioni di e-learning (47%).

• In termini di pianificazione degli investimenti, i big data sono il focus primario, con il 55% degli intervistati che li indica come l’area top su cui sono stati fatti investimenti nel 2014.

• Le altre aree sulle quali si sono concentrati gli investimenti nel 2014 sono: applicazioni mobile o mobile web back-end (39%), applicazioni web e siti web (34%), siti e portali per la collaborazione (34%), servizi di back-up e disaster recovery (26%) e CRM (28%)

Interessante notare che il 96% degli intervistati dichiara che in azienda vi sono dipendenti che accedono alle applicazioni da dispositivo mobile, con il 22% che afferma che a farlo è oltre la metà dei dipendenti. Leggi di più cliccando qui.

Alcune riflessioni sul tema BYOD: LIMITA I COSTI E ALLARGA L’ UTILIZZO DEI DEVICE?

Secondo Gartner entro il 2018 sul lavoro i device di proprietà dei dipendenti saranno il doppio di quelli aziendali: «L’IT può spendere mezzo milione di dollari per comprare e gestire mille tablet di proprietà dell’azienda, ma con lo stesso budget può controllare 2.745 device personali degli utenti. Per gli smartphone invece il TCO nei due casi è molto simile».

L’abitudine di usare i dispositivi personali sul posto di lavoro (bring your own device, BYOD), non è più una scelta casuale, a discrezione dei lavoratori, ma sta diventando un fenomeno controllato dalle stesse aziende. Questo perché le imprese stanno comprendendo il vantaggio di incoraggiare il BYOD: ad esempio i reparti IT sono in grado di gestire quasi tre volte più utenti quando i tablet sono di proprietà di questi ultimi, rispetto alla situazione in cui il tablet è dell’azienda.

Questo discorso sui tablet è particolarmente interessante perché lo stesso ragionamento non vale per gli smartphone, sottolinea Gartner. I programmi BYOD sugli smartphone, e quelli in cui invece gli smartphone sono di proprietà aziendale, hanno un “total cost of ownership” molto simile per l’impresa. La proprietà aziendale diventa conveniente solo nei casi in cui questa paga soltanto parzialmente i piani voce e dati, cosa che accade tipicamente quando l’utente usa il device aziendale saltuariamente o solo in caso di necessità.

FATTORI DI INVESTIMENTO A SUPPORTO PROGRAMMI BYOD

Un’altra recente indagine di Gartner condotta tra 135 IT/business manager con iniziative BYOD in corso ha dimostrato come la gestione dei dispositivi mobili (per l’87% del campione), l’espansione dell’infrastruttura generale (84%) e la condivisione e sincronizzazione di file (80%) sono i primi tre fattori di investimento che si rendono necessari per supportare i programmi BYOD.

A queste spese si aggiungono molto spesso ulteriori investimenti per la virtualizzazione dei desktop e l’isolamento, per garantire un buon livello di sicurezza e gestibilità nell’accesso alle applicazioni e ai dati aziendali da parte dei dispositivi dei dipendenti.

È fondamentale, per contenere i costi di investimento e massimizzare i risparmi, anche stabilire quale sia la migliore struttura di supporto per i programmi BYOD. Inoltre, occorre ridefinire i confini delle responsabilità del settore IT nella gestione dei dispositivi end-point e quella degli utenti stessi, oltre a stabilire i livelli di rimborso dei costi per il traffico dati e voce. «Un mix equilibrato di dispositivi aziendali e di proprietà dei dipendenti – dichiara Federica Troni, Principal Analyst Gartner – con diversi livelli di rimborso, sarà il modo più efficace per capitalizzare i benefici dei programmi BYOD, bilanciando le riduzioni di costi con il livello di accesso da device mobili».

Leggi tutto l’articolo cliccando qui.

Abbiamo già parlato nel nostro blog di BYOD e LYOD. Le aziende italiane sono piuttosto restie al BYOD (leggi l’articolo completo cliccando qui.

Per noi non è fondamentale che un’azienda scelga immediatamente tra BYOD e LYOD. E’ necessario, però, che in azienda si vedano nel concreto i costi del “parco” aziendale, la gestione della sicurezza, ma più di tutto è fondamentale pensare strategicamente al futuro del lavoro, ad un modo di lavorare intelligente (smart working), ad una condivisione in tempo reale di idee e documenti, alla facilità di avere su tutti i device i propri dati sempre aggiornati e condivisibili con il proprio Team.

Non si può certo negare oggi che il “parco laptop, tablet e smartphone” aziendale deve essere ben gestito, che lo si deve poter fare nel modo più agile possibile e che, certamente, tutte le soluzioni di virtualizzazione – anche del desktop – sono sempre più di aiuto.

In quest’ottica bisogna prendere in considerazione soluzioni che consentono di lavorare meglio, che semplificano il lavoro, sia del dipartimento IT che degli utenti, che in pochi click ti mettono in condizione di lavorare bene ovunque sei, anche in mobilità.

Per noi la scelta non è BYOD o LYOD, è l’adozione di soluzioni adattabili ad entrambi gli scenari con Office 365 e Windows Intune.

Entrambi mettono a disposizione 5 licenze per utente e la compatibilità con qualsiasi dispositivo, rispondendo sia alle necessità di aggiornamento e sicurezza che a quelle di smart working.

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