In Italia il Cloud supera il miliardo di euro.

In Italia il Cloud supera il miliardo di euro.

Qualche anno fa parlare di Cloud era argomento solo per pochi. Oggi non ne possiamo più fare a meno. In Italia il cloud supera il miliardo di euro. 

Vogliamo “svuotare” i nostri computer sempre più spesso: foto, documenti, video, tutto è messo in un contenitore esterno, veloce, semplice, sicuro.

Microsoft è tra le aziende che crede di più nell’approccio cloud, servizi come OneDrive o Office 365 ne sono un ottimo esempio. E la crescita del Cloud è testimoniata anche dal recente investimento che Microsoft ha dovuto fare: ben 346 milioni di dollari per l’ampliamento del suo data center in Virginia. Al momento l’azienda ha investito in tutto circa 1,3 miliardi di dollari nella struttura, ma vista la crescita pressoché esponenziale dei servizi cloud, di certo i data center dovranno essere ulteriormente potenziati molto presto.

E in Italia cosa succede?

Il Public cloud rappresenta la componente minoritaria, ma cresce più in fretta. La spesa in cloud computing sfiora gli 1,2 miliardi di euro e ha messo a segno un incremento del 31% rispetto al 2013. In Italia il cloud ha superato il giro di boa del miliardo di euro.

Secondo l’Osservatorio Cloud & Ict as a Service, giunto alla quarta edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, il mercato del cloud computing in Italia vale 1,18 miliardi di euro, di cui 320 milioni di euro spesi in Public cloud, mentre il Cloud Enabling Infrastructure detiene lo scettro in Italia con 860 milioni di euro. La prima componente, rappresentata dai servizi nella nuvola offerti da soggetti esterni, ha registrato un aumento del 40% in un anno, mentre la seconda componente – quella del percorso abilitante delle aziende (portali aziendali che offrono servizi ai dipendenti, i sistemi per gestire tablet e PC azienda) – è cresciuta del 28% rispetto al 2013.

In ogni caso, il sorpasso del miliardo di euro segna il crollo della diffidenza verso il cloud computing da parte dei Cio, i responsabili tecnici e informatici delle aziende.

Nonostante il dominio dell’approccio interno, tra gli ambiti applicativi dove si amplia il raggio d’azione del modello Cloud, spiccano: Social & Web Analytics (32%), Human Resources (26%), Posta elettronica & Office Automation (23%), Enterprise Social Collaboration/Intranet (15%), Document Management (13%), senza dimenticare e-commerce (15%), Soluzioni verticali per il business (11%) e Crm & Sales (8%).

H sottolineato Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & Ict as a Service “La portata di questo cambiamento va ben al di là degli aspetti informatici, insieme a Mobile, Social e Big Data, il Cloud può abilitare una vera e propria rivoluzione organizzativa, capace di cambiare il modo di diffondere le informazioni, prendere decisioni e collaborare all’interno e all’esterno dell’organizzazione, ridando slancio e produttività alle imprese del nostro Paese“.

Le aziende sembrano inoltre aver apprezzato alcuni dei benefici che porta l’utilizzo delle infrastrutture Cloud. Per esempio, la semplificazione per la Direzione ICT e la possibilità di portare innovazione al business in tempi molto rapidi.

Oggi, per i CIO (chief information officer), cioè i manager responsabile della funzione aziendale information & communication technology, non ci sono più dubbi sull’utilizzo delle soluzioni cloud, le uniche perplessità riguardano come adottarle, con quali modalità e con quale percorso.

La Ricerca evidenzia che i fronti di ragionamento sono due: da un lato, capire come comporre il proprio Sistema Informativo, complementando e integrando parti on premise con parti Cloud e dall’altro comprendere come dovranno evolvere le competenze interne alla Direzione ICT e le modalità con cui quest’ultima deve rapportarsi e interagire con le linee di business.

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