Sicurezza informatica e indagini governative sul proprio profilo. La parola a Google, Microsoft, Facebook e Apple.

Sicurezza informatica e indagini governative sul proprio profilo. La parola a Google, Microsoft, Facebook e Apple.

Sicurezza informatica e indagini governative sul proprio profilo. La parola a Google, Microsoft, Facebook e Apple.

La tematica della sicurezza informatica sta diventando sempre più seria con il progredire dei servizi su internet, dall’home banking alle transazioni telematiche, dai blog ai social network. Al giorno d’oggi, infatti, con il computer di svolgono molte operazioni e questo fa si che un’enorme massa di dati, tra cui anche sensibili, transiti in pochi secondi su internet.

The Washington Post nei giorni scorsi ci ha informati che le principali aziende americane in ambito IT convengono sul fatto che “users have a right to know in advance when their information is targeted for government seizure” e che quindi intendono informare regolarmente i proprietari di un account ogni qualvolta un ente governativo richiederà informazioni personali.

Stiamo parlando di Apple, Microsoft, Facebook e Google. I colossi americani vogliono ampliare il servizio di notifiche agli utenti in quasi tutti i casi di indagine e richieste dati da parte delle autorità legali.

Yahoo ha annunciato modifiche simili nel mese di Luglio .

Facciamo un passo indietro. Twitter, fondata nel 2006 , è stata forse la prima grande azienda che ha deciso subito di informare regolarmente gli utenti quando le autorità legali hanno raccolto dati personali. Nessuno seguì le sue orme fino all’anno seguente.

Google negli anni ha adottato lo stesso sistema, notificando regolarmente agli utenti le richieste di dati del governo, ma con una politica aggiornata recentementesulle situazioni in cui è negata la notifica,per esempio quando vi è il rischio imminente di un danno fisico ad una potenziale vittima di reato, a maggior ragione bambini (pericolo imminente per le potenziali vittime, soprattutto se si tratta della sicurezza di minori). “Noi informeremo gli utenti sulle richieste di legge, se del caso, a meno che non ci sia vietato dalla legge o ordine del tribunale “, ha detto la società in un comunicato.

Le eccezioni, dicono le aziende, dovrebbero essere decise da un giudice, non da un giurista d’impresa e non da un investigatore.

Anche Apple aggiornerà le sue politiche sulla stessa scia, ha detto il portavoce dell’azienda Kristin Huguet .

La considerazione da fare è che le aziende sono cresciute a fianco dei propri clienti, ritenendole spesso più importanti di quelle con le autorità. Una questione particolarmente delicata oltreoceano, dove il settore tech americano è stato biasimato come “troppo intimo” con il governo degli Stati Uniti.

 

 

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